Mi è stato riscontrato il diabete durante la mia gravidanza


Un monitoraggio sistematico

Tutti i mesi, durante la gravidanza, è necessario effettuare un’ analisi per ricercare la presenza di zucchero nelle urine (o glicosuria). Se questo valore aumenta, verrà proposto un test che consentirà di precisare la diagnosi del diabete gestazionale, al fine di mettere in atto la terapia e il monitoraggio necessari. Tenuto conto quando è maggiore la frequenza del diabete gestazionale, tale monitoraggio viene proposto sistematicamente tra la 24° e la 28° settimana di gravidanza, soprattutto se la paziente presenta un rischio maggiore di sviluppare tale diabete gestazionale.

Quali sono le cause del diabete gestazionale?

Nel corso della gravidanza, la placenta produce ormoni che si oppongono all’azione dell’insulina. L’insulina è l’ormone che controlla il tasso di zucchero nel sangue. Quando il pancreas della madre (organo che produce l’insulina) non riesce ad aumentare la produzione durante la gravidanza, il tasso di zucchero aumenta nel sangue materno. In tal caso si parla di diabete gestionale.

Lo stesso insorge il più delle volte alla fine del 2° o del 3° trimestre della gravidanza.

Le donne di oltre 40 anni, in sovrappeso, con casi di diabete nella propria famiglia, quelle che hanno partorito un neonato di oltre 4 kg, presentano i maggiori rischi di sviluppare un diabete gestazionale.

Quali sono i rischi?

Per la madre: il diabete gestazionale aumenta il rischio di parto prematuro e di parto cesareo.
Per il bambino: se il diabete non viene controllato durante la gravidanza, può essere più grosso del normale, presentare un’ipoglicemia alla nascita, l’itterizia, difficoltà respiratorie.

Come si cura?

Nella maggior parte dei casi, i consigli nutrizionali che verranno impartiti saranno di per sé efficaci a correggere il diabete: l’apporto calorico in funzione del proprio peso e delle reali necessità, la razione glucidica verranno stabiliti chiaramente da una dietista. Anche un’attività fisica personalizzata aiuterà a controllare il diabete. E’ essenziale seguire strettamente queste raccomandazioni per portare a termine e in buone condizioni la propria gravidanza.
Se L’eccesso di zucchero non risulta sempre sotto controllo, si renderà allora necessaria una terapia iniettiva.

Cosa succede dopo il parto?

Se si praticava una terapia insulinica la stessa verrà sospesa.

Il diabete gestionale non è una controindicazione all’allattamento.
Nella maggioranza dei casi, il diabete gestazionale sparisce al momento del parto. Tuttavia, aumenta il rischio di sviluppare un diabete di tipo 2 in seguito. Sarà pertanto consigliabile monitorare il peso della madre e praticare dell’attività fisica per prevenire tale rischio.
Raramente, la gravidanza rivela un diabete preesistente. Bisognerà sempre verificare con un prelievo di sangue la normalizzazione del tasso di zucchero nei mesi successivi al parto.

Un monitoraggio sistematico

Tutti i mesi, durante la gravidanza, è necessario effettuare un’ analisi per ricercare la presenza di zucchero nelle urine (o glicosuria).
Se questo valore aumenta, verrà proposto un test che consentirà di precisare la diagnosi del diabete gestazionale, al fine di mettere in atto la terapia e il monitoraggio necessari. Tenuto conto quando è maggiore la frequenza del diabete gestazionale, tale monitoraggio viene proposto sistematicamente tra la 24° e la 28° settimana di gravidanza, soprattutto se la paziente presenta un rischio maggiore di sviluppare tale diabete gestazionale.

Redazione a cura di “Malice & Co. (Francia)”. Traduzione e revisione a cura del Dott. Fabio Pilato.

Data pubblicazione: 24/03/11